Data 2012-04-09 Bella Zoilo, un crac da 20 milioni

 

COGOLLO DEL CENGIO.Ha portato i libri in tribunale la nota azienda che era diventata leader nel Triveneto nel settore dell'ingrosso alimentare

Il fatturato di 55 milioni nel 2010 si è ridotto nettamente e i debiti sono diventati insormontabili Avviato il concordato preventivo

 

Un'altra azienda di rilievo dell'Alto Vicentino al passo d'addio sotto il peso di un crac compreso tra i 15 e i 20 milioni di euro. La pesante crisi estromette dal mercato la Bella Zoilo di Cogollo del Cengio, costretta a portare i libri in tribunale per cercare un accordo con i creditori. La quinta società del Vicentino del comparto alimentare, quella che fino al 2008 erano una delle realtà più dinamiche del Triveneto, con una sede anche in Friuli, segna il passo per una drastica contrazione delle vendite che le hanno reso impossibile reggere un indebitamento che solo col sistema bancario si aggirava sui 20 milioni di euro. Ai quali bisognava aggiungerne altri 14 con i fornitori. I numeri, come sempre succede quando un imprenditore decide di rivolgersi ai giudici, sono impietosi: il fatturato dai 55 milioni del 2009 (con una perdita di 1,2 milioni) era sceso ai 50 del 2010 (la perdita è stata di 733 mila euro), ma è stato il 2011 a rappresentare un autentico tracollo, con una contrazione dei volumi esponenziale. Del resto, il settore della ristorazione aziendale alla quale la ditta perlopiù si rivolgeva, ha conosciuto una contrazione che si è riverberato in maniera pesantissima sulla spa, costituita nel 1969 e che si occupava della lavorazione, conservazione e commercio di carni e altri prodotti. A fine anno decine di dipendenti - ne aveva 102 il 30 giugno 2011 - erano stati collocati in cassa integrazione e nello stesso periodo il presidente Aronne Bella e il consigliere delegato Graziella Scortegagna hanno deciso di chiedere l'ammissione al concordato preventivo, la cui procedura è stata dichiarata aperta dal tribunale civile presieduto da Marcello Colasanto a inizio mese. Il piano è stato presentato dall'avvocato Mario Migliorini di Padova, mentre è stato il commercialista Bruno Savio a predisporre i documenti contabili che adesso sono alla valutazione del commissario giudiziale Michele Quarto e del giudice delegato Giuseppe Limitone. L'assemblea dei creditori è in programma ad aprile. La proposta presentata parla del pagamento integrale di quanto vantato dai cosiddetti “creditori privilegiati”, attorno ai 16-17 milioni di euro - soprattutto banche -, e una percentuale tra il 10 e il 20% dei debiti chirografari che si aggirano sulla stessa cifra. La questione attorno alla quale ruota il concordato, il cui passivo è perciò sui 34 milioni, è il realizzo dell'attivo che è costituito dai fabbricati di Cogollo del Cengio e in Friuli stimati sui 15 milioni. Ci sono poi impianti e macchinari valutati 3 milioni. Poiché com'è noto il mercato immobiliare dei capannoni industriali è fermo, la voce realizzo preventivata potrebbe ridursi di molto. E di conseguenza aumentare l'entità dello sbilancio tra attivo e passivo, a favore del buco. Che potrebbe raggiungere a consuntivo anche i 20 milioni. Gran parte dei quali ricadranno sui fornitori. Intanto, ogni trattativa di cessione dell'azienda non ha sortito effetto e Aronne Bella con i dipendenti attivi sta cercando di realizzare il magazzino per limitare le già gravose perdite.

Ivano Tolettini

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