Data 2011-05-05 Riprende il mercato dei capannoni. Gli industriali esultano, tranne uno.

Il capannone sta all’imprenditore industriale come l’Audi A4 Avant sta all’agente di commercio. Da un lato è uno strumento di lavoro, indispensabile per la propria attività e d’altro canto è uno status symbol: una chiara evidenza della posizione lavorativa raggiunta.

L’importanza del capannone per le piccole e medie imprese è stata spiegata alla perfezione da Antonio Albanese con il suo personaggio Perego. Imprenditore brianzolo tutto di un pezzo, il cui incipit è sempre lo stesso “mio nonno ha fatto il capannone piccolo, mio padre il capannone grande, io il capannone grandissimo. Mio figlio si droga. Perché ha capito che non avrebbe mai potuto fare un capannone più grande del mio”.
Il primato di Perego potrebbe venire meno, visto che il mercato dei capannoni sta attraversando una fase positiva, con un un 2010 più dinamico e un fatturato di circa 3,8 miliardi di euro. Gli immobili più ambiti sono quelli collocati nei pressi delle maggiori arterie autostradali con spazi esterni per la movimentazione di automezzi, per la logistica in outsourcing, mentre è ancora in stallo la richiesta di spazi destinati alla produzione.

Per il 2011 la crescita del fatturato è stimata da Scenari Immobiliari sino ai 4 miliardi di euro, grazie alla ripresa dell’import-export, alla minore incertezza sui mercati che ha portato all’incremento della stipula di nuovi contratti triennali di fornitura.

Nella richiesta di un capannone sono preferite la posizione a piano terra, la visibilità dalla strada, la presenza di un parcheggio e di un’area carico/scarico merci. Le ubicazioni dei vari magazzini non vengono più parcellizzate, ma si tende a concentrarsi su poche location strategiche, di modo da contenere costi di gestione, carburante, trasporto.

Su Milano è in ripresa anche la richiesta di capannoni per la vendita al dettaglio e all’ingrosso e per attività artigianali. Nei quartieri di Dergano, Comasina e nuovo Politecnico le quotazioni sono stabili e legate a richieste da parte di chi svolge assistenza auto o di chi vuole aprire supermercati ed outlet. In zona Affori e Bovisa invece sono richiesti immobili in affitto da trasformare in ristoranti di grandi superfici. Le due zone beneficiano della presenza del Politecnico e del Centro Direzionale Affori-Center. Nelle aree di via Washington, corso Vercelli, Pagano, Gambara, le aree richieste non superano i 1000 mq. Nell’area urbana Nord Est di Milano di via Rubattino, piazza Udine e viale Monza la presenza di capannoni è minima, in quanto sono stati demoliti per realizzare spazi per il terziario avanzato o immobili residenziali. Le attività presenti sono state gradualmente spostate nel primo hinterland milanese. Infine, nei Comuni di Paderno Dugnano, Senato, Bollate, Cormano e Cusano si registra domanda per piccole metrature, tra i 300 ed i 500 mq, sia a causa della tipologia di mercato zonale, che privilegia i piccoli spazi, che per la crisi che porta a ridurre gli spazi richiesti. Rimangono quindi sfitti o invenduti gli immobili di oltre 1000 mq.

E Perego? Può sempre espandersi e rimanere il numero uno.

A lezione di capannone da Perego

Antonio Rainò per Immobiliare.com

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