Data 2011-05-05 Mercato immobiliare in Italia: prospettive per il prossimo futuro

Il settore immobiliare in Italia merita una certa attenzione, non solo dal punto di vista di chi è coinvolto direttamente perché deve comprare o vendere casa, ma anche perché può essere considerato un indicatore dello stato di salute dell’economia nel suo complesso. Del resto, non si può trascurare l’immobiliare genera un indotto estremamente ampio (e proprio per questo in pochi si sono lamentati quando la bolla immobiliare, in molti Paesi, andava gonfiandosi): dall’impiantistica ai servizi finanziari, dagli elettrodomestici all’arredamento.
Per questo, ci sembra il caso di dedicare una certa attenzione ai risultati del sondaggio congiunturale realizzato da Banca d’Italia e Tecnoborsa, che è andato a misurare lo stato del mercato, attraverso interviste ad un campione di agenzie di intermediazione immobiliare.

La valutazione dello stato del mercato nel secondo trimestre 2009 appare leggermente peggiorata rispetto al primo trimestre, con una diminuzione di chi valuta il mercato attuale “favorevole” e un aumento di quanti lo giudicano invece “sfavorevole”. Dati che sono comunque molto migliori di quelli relativi all’ultimo trimestre 2008, in cui era la stragrande maggioranza a dare giudizi negativi, ma che denotano comunque quantomeno una forte incertezza nel mercato.

Anche le attese a breve termine (per il trimestre successivo, in questo caso il periodo luglio-settembre 2009) sono meno ottimistiche, allo stesso modo: in peggioramento rispetto al primo trimestre, anche se comunque meno “nere” che a fine 2008.

Analogo discorso per le attese a medio termine (due anni): la maggioranza si attende un miglioramento delle condizioni del mercato nei prossimi due anni, ma aumentano quanti si attendono un peggioramento o una stabilità delle condizioni attuali.

Per quanto riguarda i prezzi, invece, la valutazione generale è quella di prezzi costanti o in diminuzione, ed appare quasi invariata rispetto al primo trimestre, con una leggera diminuzione di quanti si attendono un aumento dei prezzi (che scende dal 2,7% al 2,4%). Interessante notare che, al contrario, nell’ultimo trimestre del 2008 era ben il 15,8% degli intervistati che si attendeva invece che i prezzi aumentassero (forse un residuo dell’assunto).

Anche le attese per il numero di incarichi di vendita diminuisce, con la percentuale di chi si aspetta un numero di incarichi inferiore che arriva al 24,3%, contro il 16,3% del primo trimestre, superiore anche al 19,8% del quarto trimestre 2008.

Nonostante questo, il tempo medio di vendita risulta essere sceso leggermente, a 6,4 mesi contro i 6,7 del primo trimestre 2009 e l’analogo valore del quarto trimestre 2008, un dato che potrebbe indicare che nonostante le percezioni negative il mercato immobiliare tende invece ad
un miglioramento, ma che potrebbe anche essere giustificato da una minore offerta nel mercato.

Interessante notare anche come sarebbe leggermente sceso il numero di abitazioni il cui acquisto è stato finanziato con mutuo: il 68,3%, contro il 70,4% del primo trimestre 2009 e il 69,1% dell’ultimo quarto del 2008: un dato che — in “ottica pessimistica” — potrebbe essere motivato da una diminuzione di quanti acquistano la propria prima casa, e che quindi nel totale delle compravendite “pesano” di più quanti invece cambiano casa (che probabilmente, vendendo l’abitazione che possiedono già, non necessitano di un mutuo).

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